Nei tranquilli anfratti dei salotti romani, tra gli scazzi e i giorni dove artisti, dame, nani e ballerine non sanno come svoltare le serate, è in voga una moda che ravviva le pulsioni assopite e che da un senso a questa atavica, esistenziale, ma tanto alta NOIA.
Tra gli intellettuali che contano, o che vogliono contare, sembra sia di moda fare l'amministratore locale, magari di qualche cittadina storicamente ed artisticamente non proprio sconosciuta.
Così Vittorio Sgarbi fa (si è dimesso ? Boh ...) il sindaco di Salemi in Sicilia, Gabriella Carlucci è il primo cittadino (mi pare ...) di Margherita di Savoia in Puglia e Vincenzo Cerami si diletta a fare l'Assessore alla Cultura di Spoleto in Umbria.
Ora, e qui si fa un discorso generale, una riflessione che nulla vuole togliere alla legittimità delle rispettive posizioni dei politici (?) suddetti, se dal punto di vista di questi personaggi (non sono gli unici eh) ci può essere una propria convenienza a svolgere l'attività di amministratore locale, e questi sono problemi loro, ma dal punto di vista delle città amministrate si può considerare una qualche pari utilità ?
Nel caso di Spoleto sono due gli aspetti da considerare (sempre come riflessione eh ...).
Il primo riguarda la produttività. Cerami ha le sue cose, in questo periodo, per esempio, sta recitando in teatro, poi scrive, poi fa le conferenze, poi prende un thé con qualche duchessa, poi di nuovo in teatro, poi a ritirare un premio, poi a spedire una raccomandata, e così via.
Un assessore non a mezzo servizio, ma a un decimo di servizio (per essere proprio positivi). Se poi qualcuno pensa che basti avere il nome, beh allora mi taccio per sempre ...
La seconda questione riguarda gli spoletini e come questi considerano la loro città.
Ma veramente possiamo guardarci allo specchio e vederci così tranquillamente come TERRA DI CONQUISTA ?
E' mai possibile che il primo che arriva qui gli apparecchiamo il didietro ? (si scrive attaccato ? Boh ... Cerami aiuto !!!)
Non è certo la prima volta che personaggi più o meno noti arrivano al "paesello" e cercano "evangelicamente" di spiegarci come si fa.
Sinceramente, non riesco a capire che tipo di riflessione facciano i nostri amministratori.
Non voglio affrontare la questione della cultura e della sua importanza per qualsiasi comunità locale, troppo complicato e l'argomento non può certo essere sviscerato in queste poche righe.
Una cosa però va detta: la cultura non è (solo) il Festival dei Due Mondi (o comunque solo i grandi eventi).
E per sviluppare la cultura, per fare un lavoro serio sulla cultura della città chiamiamo uno da fuori ? Ottimo :-)
Comunque, a parte le chiacchiere, tra qualche giorno comincia la festa. A Cerà divertete eh ...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



Nessun commento:
Posta un commento