domenica 6 giugno 2010

SAGGIO FINALE DELLA "ONOFRI" DI SPOLETO: ALTA SOCIETA' ... BASSISSIMA QUALITA'

Mamme agitate, più o meno cotonate, rossetto e trucco in quantità industriale, si aggirano per il chiostro di S. Nicolò. Le più ardite accolgono, con sorrisi smaglianti e strette di mano venate di qualcosa di sensuale ed ambiguo, suore, signori attempati, colleghe mamme, personaggi "look dirigenziale" sconosciuti ai più.
Tra gli svolazzi delle gonne materne le bambine si rincorrono e si rimirano nella grandiosità dei loro capelli tiratissimi all'indietro e raccolti sulla nuca, da vere ballerine.
Sinceramente anch'io provo una certa curiosità. Accoglienza coinvolgente e realmente frenetica partecipazione, mamme e papà, questi ultimi un pò defilati, comunque tutti, anche i nonni, con macchine fotografiche, videocamere, cavalletti, telefonini, insomma attrezzature di tutto rispetto schierate davanti al palcoscenico del Chiostro di S. Nicolò il quale, con la sua bellezza austera e maestosa, aggiunge una ritualità quasi sacra a tutto quello che sta succedendo e che, sicuramente, succederà di lì a poco.
Mi sistemo su una delle comode poltrone del teatro, osservo in alto le volte di materiale trasparente posto sul soffitto della sala per migliorarne l'acustica, poi riabbasso lo sguardo e lo fisso sul palcoscenico: lo spettacolo va ad incominciare.

Parte Lisci, il presidente del Consiglio Comunale, che si scusa perchè il sindaco Benedetti non è potuto essere presente (è malato ?!?), strano ...
Vabbé, però chi se ne frega, godiamoci lo spettacolo.
Finalmente il saggio inizia. Le bambine entrano e ... ballano ... BALLANO ?
Tra la gente cominciano i primi borbottii ... "Ma che è sta roba ..."
Penso tra me e me ..."Ignoranti, non capiscono l'arte".
Poi però anch'io comincio ad avere qualche dubbio.
In effetti la cosa, a veder bene, mi inquieta e mi fa nascere molte perplessità.
Una scenografia western abbozzata, qualche musica di Morricone (Per un pugno di dollari, mi sembra), gruppi di ragazzini che non si capisce bene se rifacciano il verso ai più banali spaghetti western, oppure se, nelle intenzioni degli insegnanti (sigh), non vi sia l'ispirazione a qualche musical d'oltre oceano tipo Sette spose per sette fratelli.
In ogni modo, per usare un termine attuale, "mi sembra una cosa un pò invereconda".
L'apice viene toccato con la pantomima assurda, quasi surreale, di due ragazzi che ripetono la scena di Per un pugno di dollari tra Clint Eastwood e Gian Maria Volontè (Al cuore Ramon ...).
A parte l'impossibilità di comprendere il senso di quello che succede sul palcoscenico (i due neanche ballano, né si muovono "artisticamente"), a parte l'assurdità, anche educativa, di una scena simile, non si riesce a capire proprio cosa c'entrino quei due poveri disgraziati adolescenti, col cappellino da cowboy in testa, che fanno finta di spararsi (pam pam, sei morto ...).
La fortuna vuole che ogni cosa abbia il suo lato migliore. In questo caso il momento clou è la brevità dell'incomprensibile messa in scena. Dopo non più di mezz'ora la sofferenza è finita.
Applauso di circostanza, ma molte facce incredule e perplesse.

Ora nel massimo rispetto delle bambine e delle loro famiglie, ma che succede alla Scuola Comunale "A. Onofri" ?
La scuola, mi risulta, è finanziata anche dal comune, non vorrei sbagliarmi, ma dovrebbe essere così (d'altronde si chiama Scuola Comunale ...) .
Credo anche che l'istituto dipenda dall'Assessorato alla Cultura, beh allora ci vuole che qualcuno dica a Cerami, ovviamente dopo che ha terminato con i suoi impegni fuori da Spoleto (assessore per hobby, quando ha un pò di tempo libero ...), di verificare le attività della scuola, la qualità dei risultati e la congruità di quello che noi cittadini spendiamo per mantenerla e per portare avanti attività culturali per i nostri figli.
Bravo Benedetti ... aveva capito tutto da prima, infatti non è venuto al saggio ... furbo :-)

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